Tecnologia e bambini: a quale età un tablet?

a quale eta' un tablet

Una tecnologia che genera dipendenza

Il dato che emerge da ogni ricerca relativa a Internet, è che la popolazione italiana connessa ad Internet comprende i bambini dai 2 anni di età. Vale a dire che anche i bambini piccoli sono fruitori di contenuti provenienti da schermi interattivi.

Innanzitutto, dobbiamo constatare l’intensità con cui i bambini desiderano il tempo veloce e interattivo degli schermi. Sin dai tempi della sola televisione in casa, sappiamo che gli schermi incantano i bambini, specialmente i più piccoli. Gli schermi interattivi che utilizziamo oggi li coinvolgono ad un livello molto più personale, intimo e profondo, ed è questo a rendere complesso e difficile il rapporto tra bambini e tecnologia.

Ho sentito parlare di un bambino di un anno e mezzo in piedi nelle loro culle che urlava “iPad, iPad”, non “Mamma” o “Papà”. “Così dice Delaney Rouston– medico e mamma americana autrice del documentario “Screenagers: crescere nell’Era Digitale”.

Il tempo sullo schermo gioca direttamente nelle zone che regolano il piacere nel cervello dei bambini. Vogliono un’eccitazione alta e luci lampeggianti, vogliono la dopamina secreta nel nucleo accumbens del loro cervello.”

Nel suo blog Tech Talk Tuesdays la dottoressa ci aiuta a riflettere su cosa si può fare, ora che questa pompa dopaminergica può viaggiare ovunque con un bambino- a portata di tap-, e che come genitori abbiamo due scelte: consegnare il dispositivo e mettere a tacere il bambino o, stabilire linee guida chiare e lavorare per attenervisi. Questo non è facile, e questo è esattamente il problema che comporta gestire gli Screener, così chiamati i bambini che crescono nell’Era degli Schermi (da screen, schermo).

Nel film “Screenagers”, la dottoressa esplora la scienza del tempo sullo schermo ma anche ciò che la scienza della genitorialità ci dice su come impostare e rimanere entro i limiti.

Cosa possiamo fare?

La D.ssa Rouston, nel suo blog, ci consiglia di limitare al massimo l’uso di dispositivi mobili fuori casa per aiutare lo sviluppo di bambini piccoli:

  1. Quando i nostri figli piangono o si lamentano in pubblico, e gli passiamo uno schermo per zittirli, stiamo promuovendo una mentalità rapida per trattare i loro sentimenti spiacevoli: la fuga nel digitale. Mostrare ai nostri figli come trovare altri modi per alleviare queste emozioni probabilmente li salverà a lungo termine dall’usare rimedi non sani in situazioni cariche di emotività.
  2. Mentre possiamo ingannare noi stessi nel pensare che lo schermo stia aprendo nuovi mondi per i nostri piccoli, in realtà questo potrebbe diminuire le loro esperienze reali. Come al supermercato: ci sono dei benefici nell’avere figli a riflettere con te sulla lista della spesa e scoprire insieme quanto sia divertente parlare al cassiere.
  3. Uno studio su bambini e dispositivi mobili mostra un legame negativo tra l’uso di dispositivi mobili e le abilità linguistiche espressive. I ricercatori hanno esaminato novecento bambini di 18 mesi di cui il 20% ha utilizzato dispositivi mobili. Hanno scoperto che i bambini che non usavano i dispositivi mobili avevano abilità linguistiche significativamente migliori rispetto al 20% che interagiva con gli schermi.

Quindi, quando i bambini sono troppo piccoli per un dispositivo mobile (iPad, smartphone, console?)

La dottoressa ci esorta invece a riflettere su quanta dell’infanzia dei nostri bambini vogliamo dare in pasto alla tecnologia.

Non posso dare un’età precisa, ma posso dirlo in particolare per i bambini piccoli, più i dispositivi mobili non sono mobili, e meglio è”. Per la loro salute- fisica e mentale.

Esiste una regola?

Una buona regola- offerta e suggerita da più fonti autorevoli, italiane e straniere- per scegliere quale device dare ai bambini in relazione all’età è la Regola del 3 di Serge Tisseron, psichiatra infantile, psicoanalista e direttore della ricerca presso l’Università Paris Ouest-Nanterre:

  1. Prima dei 3 anni il bambino non dovrebbe accedere ad alcuno schermo. Esattamente come dice la dott.ssa Rouston.
  2. A tre anni il bambino può accedere alla televisione, con tempi molto ristretti e programmi adeguati, meglio se in compagnia di un adulto.
  3. Prima dei 6 anni non è bene usare console di gioco portatili. Infatti, non appena i videogiochi vengono introdotti nella vita del bambino tutta la loro attenzione verrà attratta da essi a scapito di altre attività.
  4. Prima dei 9 anni è bene che i bambini non abbiano accesso ad Internet. Quando poi navigano sul web tra i 6 e i 9 anni è bene che lo facciano con l’ausilio di un insegnante o un genitore. Essi spiegheranno via via al bambino di questa fascia di età le regole di base per l’utilizzo di Internet.
  5. Solo dopo 12 anni sarà bene consentire un accesso libero ad Internet ai ragazzi. Potranno entrare e navigare da soli dopo tale età, ma è bene che il loro uso sia comunque cauto: i genitori dovrebbero accompagnare e definire le regole di utilizzo, orari e utilizzare i mezzi di controllo parentale offerti dal computer stesso o dai fornitori.

Conclusioni

I dati statistici sull’uso della tecnologia in infanzia offrono un quadro diverso della realtà attuale, e la vediamo con i nostri occhi intorno a noi.

Figlidigitali.it entra nel merito di questa difficile relazione tra bambini e tecnologie, offrendo consigli, spunti di riflessione e linee guida, cogliendo le voci di fonti autorevoli di ogni parte del mondo.

Parlare dell’educazione all’uso delle tecnologie nell’ infanzia è oggi di primaria importanza, in famiglia e tra famiglie: queste tecnologie sono così coinvolgenti per i ragazzi che l’unico modo per i genitori è quello di fare “fronte comune” e stabilire buone prassi per la salute e la crescita.

Screenagers – crescere nell’Era Digitale- è un documentario proiettato più di 6.000 volte a due milioni di persone in più di 50 paesi in tutto il mondo. Con proiezioni organizzate quotidianamente nelle comunità di tutto il mondo, Screenagers è il primo documentario che esplora l’impatto della tecnologia degli schermi sui bambini e offre ai genitori e alle famiglie soluzioni che funzionano. Quella che è iniziata come una storia personale per una persona (la Dott.ssa Delaney Rouston) è diventato un movimento nazionale, aiutando milioni di adolescenti e le loro famiglie a crescere in un mondo con accesso istantaneo agli schermi.

Il documentario prodotto in America non viene distribuito attraverso i comuni canali di diffusione, ma dato in licenza d’uso (a pagamento) ad Enti come le Scuole, le Organizzazioni interessate a sostenere i genitori nelle “quotidiane battaglie” intorno all’uso della tecnologia digitale e a creare spazi di dibattito e riflessione tra genitori, ragazzi e insegnanti.

Se desideri organizzare una visione del documentario “Screenagers” nella tua scuola, o comunità- contatta dimensionedigitale.it per le province di La Spezia, Genova e Milano!

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Secondo te, a quale età è giusto offrire uno schermo interattivo ad un bambino?

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