#fridaysforfuture: la generazione di Greta Thunberg

Greta Thunberg

Venerdì 15 marzo sciopero e manifestazione studentesca globale per il clima

#fridaysforfuture
#fridaysforfuture

Storia di una giovane attivista ambientale e di un movimento globale

Greta Thunberg è una ragazza svedese di 16 anni che dallo scorso agosto, a Stoccolma, ha iniziato a manifestare per il clima davanti al Parlamento, chiedendo che il suo Paese si impegnasse seriamente e realmente a ridurre le emissioni di carbonio. Affetta da sindrome di Asperger, perciò estremamente introversa, preferisce non parlare a meno che non sia necessario ed urgente e, in tale caso, non accetta ostacoli. Ha due lunghe trecce, si veste in modo semplice ed è molto diretta quando parla. Di intelligenza brillante ed acuta, sin dall’età di otto anni è rimasta colpita dalla notizia che, continuando con il riscaldamento del pianeta, l’Umanità ha pochi giorni contati, ed ha deciso di prendere parola in prima persona: così come vanno le cose dal punto di vista ambientale e climatico lei, o i suoi figli, non hanno molta speranza di sopravvivere.

Greta è una giovane di questo tempo, dunque usa Twitter e Instagram. Ha sostenuto la sua battaglia ambientalista attraverso i canali digitali creando il movimento #fridaysforfuture che sta interessando e coinvolgendo i giovani di tutto il mondo, e non solo.

#fridaysforfuture: un invito per tutti

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una manifestazione in Germania di #fridaysforfuture

La notorietà di Greta Thunberg è notevolmente aumentata negli ultimi mesi, benché sia attivista ambientale già da parecchio tempo: molto probabilmente è stata una buona operazione di “social marketing digitale” quella che l’ha portata alla ribalta ed alle orecchie della COP24, vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutosi a Katowice, in Polonia, lo scorso dicembre, ma rimane vero il fatto che il suo messaggio è incontestabile in modo disarmante:

Voi parlate soltanto di un’eterna crescita economica verde poiché avete troppa paura di essere impopolari. Voi parlate soltanto di proseguire con le stesse cattive idee che ci hanno condotto a questo casino, anche quando l’unica cosa sensata da fare sarebbe tirare il freno d’emergenza. Non siete abbastanza maturi da dire le cose come stanno. Lasciate persino questo fardello a noi bambini. 

La manifestazione #fridaysforfuture del 15 marzo prossimo si terrà a Genova come in quasi tutte le città italiane e moltissimi sono i Paesi e gli studenti di tutto il mondo che vi aderiscono: è uno “sciopero della scuola per il clima” globale. Sciopereranno tutti i ragazzi in tutte le scuole del mondo.

Perché i ragazzi fanno sciopero?

La risposta a questa domanda, pubblicata sul sito www.fridaysforfuture.org, è espressa con poche semplici e quantomai disperate parole :

Gli scolari devono frequentare la scuola. Ma con l’aggravarsi della distruzione del clima, l’obiettivo di andare a scuola comincia a essere inutile.

Perché studiare per un futuro che potrebbe non esserci?

Perché faticare tanto per diventare istruiti, se poi i Governi non ascoltano ?

I ragazzi del pianeta chiedono ai loro governi di rispettare l’accordo di Parigi riducendo le emissioni di gas serra e applicare nuove politiche ambientali urgenti per contenere al massimo il surriscaldamento globale, garantendo così a loro di avercelo, un futuro.

Una generazione senza speranza?

Alla fine di questo viaggio virtuale nel mondo studentesco di oggi ho un senso di vertigine e, come adulta, ho dovuto fare un bagno di umiltà: siamo sempre tutti così concentrati sui problemi di questa gioventù digitale, schermata e videodipendente, che non sempre come adulti sappiamo vedere o conoscere i tumulti di una generazione che vede scaricare sulle sue spalle la responsabilità di miliardi di tonnellate di pattumiera disperse nell’ambiente ed un numero incalcolabile di barili di petrolio bruciati nell’atmosfera. Senza avere a disposizione un Pianeta B.

La speranza di questi giovani siamo noi, perché nuove politiche ambientali per invertire la rotta verso la distruzione di un ambiente vivibile vanno pensate ed agite ora, in modo globale, radicale ed urgente. Un proverbio degli Indiani d’America dice:

Non abbiamo ereditato la Terra dai nostri antenati, l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli

Le mie speranze personali si sono esaurite oggi, mentre leggevo i commenti di persone adulte ad un articolo su Greta Thunberg: “chissà chi la manovra…”, “l’ennesima moda”, “la solita bufala”, eccetera- mentre i nostri giovani la seguono a migliaia, scendendo in piazza in almeno 100 città d’Italia. Perché succede questo? Qualunque giovane abbia fatto un minimo di ricerca online ha incontrato la relazione della Commissione Intergovernativa per il Cambiamento Climatico presso le Nazioni Unite– IPCC, che raccomanda politiche urgenti per il contenimento del riscaldamento globale entro (e non oltre) la soglia di 1,5°. Tali raccomandazioni possono avere effetto se applicate ora ed invertire la tendenza all’aumento delle temperature, cosa al momento ancora possibile.

Una nuova moda

In molti cortei e manifestazioni ho visto genitori portare i propri figli: in nome dei diritti umani, della pace, della salvaguardia dell’ambiente, della giustizia. Chi si occupa, nel proprio modo di esercitare la cittadinanza, delle questioni etiche e morali spesso “contagia”, o insegna al proprio figlio ciò che ritiene più corretto in una società democratica.

Ecco, credo sia giunto il momento di una nuova moda: saranno i figli questa volta a portare in sciopero i genitori. Questa sembra essere la via indicata dalla giovane Greta, che si rifiuta di prendere aerei a causa delle emissioni di CO2 e convince i genitori a mangiare vegano.

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