Fake News e Verità

Vero o Fake? Figli Digitali

Come riconoscere una notizia falsa?

Quando si accede ad Internet entriamo in contatto con una grande quantità di informazioni e spesso, facendo una ricerca online, potremmo trovarci ancora più confusi di prima, tra decine di siti, portali, articoli, blog… e non si sa più da che parte girarsi e, soprattutto, a chi o cosa credere.

Saper navigare tra le pagine è una competenza digitale specifica, e negli ultimi anni ha richiesto di imparare sempre più piccole malizie sia per proteggere sé e i propri dati personali, sia per orientarci nello scegliere le fonti delle nostre informazioni.

Quando poi scarrelliamo informazioni sulla home del nostro social network preferito, ecco che la confusione diventa massima.
Quindi come fare per selezionare le notizie, e, soprattutto, come cominciare ad insegnare anche ai bambini e ragazzi a fare attenzione alle notizie che circolano sul web, a non cascare nelle trappole che si rivelano solo successivamente, sulle carte di credito o conti telefonici dei familiari?
Come si riconoscono fake news e siti fraudolenti?

Ecco alcuni semplici consigli, per cominciare:

1. Leggi l’indirizzo del sito su cui sei arrivato. Ad esempio: www.ilfattoquotidaino.it. Nel nome di questo sito ci sono due cose strane: la prima è che non c’è scritto all’inizio “https://”: significa che il sito non adotta protocolli di sicurezza, può quindi essere fonte di cose antipatiche (virus, pop up, eccessiva pubblicità, phishing…) e la connessione al sito non è sicura- bandiera rossa; la seconda è che, se leggi bene, non è il nome del famoso quotidiano italiano, ma ci assomiglia (e il suo sito utilizza infatti i protocolli “https”). Un’altra bandiera rossa, infatti l’esempio è tratto dalla lista nera del web pubblicato sul sito bufale.net. In generale, i siti con estensione “.gov”, “.org” e “.edu” e, per noi in Italia “.it”, sono i più affidabili. Siti con estensioni strane (“.tv”, “.com.co”, “.pink”) devono farci insospettire.
2. E’ chiaro l’autore, o il proprietario? Il sito ha una sezione “Chi Siamo”? Specialmente se sto leggendo articoli da un sito o quotidiano, ho modo di verificare chi l’ha scritto? Molti siti di bufale hanno autori “Unknown”, oppure “admin”. Lascia stare, specialmente se ti consiglia il rimedio perfetto che entro 2 giorni ti cambia la vita.
3. Ci sono citazioni, frasi tra le virgolette, con la presentazione della fonte? E’ una buona regola di giornalismo citare le proprie fonti e riportare fedelmente quello che dicono.
4. La data dell’articolo che stai leggendo è presente? E’ aggiornata, o vecchia? Molto spesso siti detti “clickbait” riesumano vecchi articoli attraverso i social network per attirare click (e essere così pagati), piuttosto che per informare.
5. L’alta presenza di pubblicità, pop-up, contenuti sponsorizzati ti deve insospettire molto, almeno quanto le fotografie “sensazionali”, dirette cioè a provocare una reazione emotiva forte e ottenere il conseguente click. Foto ritoccate, modificate, palesemente false, senza crediti, sono segno di informazione distorta.
6. Ci sono molti caratteri cubitali (in inglese caps lock,), punti esclamativi, ti sembra di notare errori grammaticali, di scrittura o di sintassi? Non diremo mai abbastanza che l’uso dei CARATTERI CUBITALI è considerato maleducazione tra gli Internauti,e l’uso eccessivo degli esclamativi è scorretto: chi scrive professionalmente per il pubblico lo sa. Così come chi fa un copia e incolla passando da Google Translate non è seriamente interessato ad informarti. Ha fretta di pubblicare, pubblicizzare attraverso i social, ottenere click e guadagnare. E’ un altro lavoro, diciamo così.
7. Ti chiede di iscriverti per accedere a contenuti esclusivi? Scappa! E’ così che i tuoi dati personali diventano merce, anche costosa, in un mercato invisibile al tuo schermo, in cui non guadagnerai un centesimo. In compenso, invece, guai: dati delle carte di credito rubate, malware nel computer, furto di identità, dati privati resi pubblici, persecuzione dai call center…Ripeto, scappa!

Come parlarne in famiglia, con i bambini e con gli adolescenti? O a scuola, con la propria classe?
Trovi qui un documento che puoi scaricare liberamente per cominciare  a introdurre l’argomento in famiglia, con i tuoi ragazzi, ma è uno strumento molto valido anche per chi, tra gli insegnanti, cerca di fornire istruzioni utili per navigare nel digitale ai propri studenti.
Sono loro spesso il bersaglio di questi siti, che pubblicano post accattivanti, e un buon modo per verificare che la testa dei giovani non si riempia di fuffa mediatica è parlarne insieme, navigare insieme e guidare i ragazzi ad auto proteggersi da queste insidie di cui molti genitori si preoccupano, non avendo più controllo sulla qualità delle informazioni che i figli ricevono online.
Ecco perché Dimensione Digitale ha elaborato questo piccolo strumento.
Può introdurre l’argomento, e facilitare la discussione tra i partecipanti.
Se vuoi aggiungere qualche consiglio utile, commenta l’articolo!

Fonte: commonsense.org/education

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