Cyberbullo, leone da tastiera o hater? No, è un troll!

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ABCDigitale: Cyberbullo, leone da tastiera, hater, troll

Abbiamo oramai chiaro che Internet è lo specchio del mondo reale, e che ha fenomeni e ruoli/personaggi dai nomi variopinti: è il gergo della Rete, di chi la vive da sempre, o abitualmente. Come nel mondo reale, anche in quello virtuale il disagio umano trova il modo di esprimersi.

Il cyberbullo è un protagonista relativamente nuovo nel mondo della rete, considerato che solo negli ultimi anni i bambini hanno cominciato ad avere sempre con sé strumenti dal potere di comunicazione enorme come gli smartphone. Sappiamo che il cyberbullo compie  un attacco continuo, ripetuto, offensivo e sistematico attuato mediante gli strumenti della rete, e sappiamo che al massimo ha 17 anni- è un ragazzo: il cyberbullismo avviene tra minorenni.

Quando ci scandalizziamo di fronte a certi fenomeni, come il cyberbullismo, dovremmo fermarci a riflettere sull’esempio che il mondo degli adulti offre oggi ai nostri ragazzi, proprio mentre loro sono in Rete.

 

Ma che bell’esempio!

Il leone da tastiera, a differenza del cyberbullo, non conosce limiti di età: si tratta di una  persona che, non essendo in grado di esprimere la propria rabbia attraverso la violenza fisica (forse a causa della propria debolezza fisica, mancanza di coraggio e / o convinzione nella vita reale), manifesta invece tali emozioni aggressive attraverso il mezzo testuale di Internet, di solito in forma di scrittura che il Leone da Tastiera  preferisce, non essendo in grado di dare forma alla violenza nella vita reale- ovviamente nascosto nel suo anonimato. Una espressioni aggressive in modo indiscriminato: si rivolge così a tutti.

L’hater, tradotto il italiano “l’odiatore”, generalmente ce l’ha con un personaggio pubblico (attore, cantante, politico,…). Scrive in continuazione commenti offensivi e disturba la comunicazione tra il personaggio e i suoi follower. Un hater giustifica il suo disprezzo e pone il suo pensiero come unica, vera realtà; i pensieri o idee delle persone a lui non affini sono completamente errate e semplicemente delle menzogne. In linea di massima è fiero delle sue opinioni e non è detto che sia anonimo.

Quello degli hater assume sempre più le dimensioni di un fenomeno piuttosto vasto: in Italia, sia a causa del particolare momento politico e storico- carico di enormi tensioni, sia a causa di una poco praticata e conosciuta educazione digitale il fenomeno assume toni di continua aggressività nella comunicazione: in pochi oggi hanno capito che Internet non è il bar in piazza sotto casa. Questo clima di comunicazione non consente lo sviluppo di un ambiente costruttivo di cooperazione e collaborazione per riflettere e risolvere i problemi urgenti della nostra società.

I troll, oggi, sono quelli più innocui- sembrano quasi romantici. Nelle community online, sono gli azzeccagarbugli: quelli che cercano la discussione e il confronto in modo provocatorio, continuo e spossante- il loro scopo è disturbare la comunicazione. Generalmente finiscono con l’abbandono del gruppo da parte degli altri membri, e spesso lo scopo del troll è proprio questo. Pensate ad un fervente animalista in una community di cacciatori, nascosto in un falso profilo.

 

Conclusioni

La Germania, a ottobre dell’anno scorso, ha approvato una legge per poter intervenire in tutti questi casi (con rimozione di post offensivi o con contenuti illegali)- sollevando numerose questioni sia sul piano relativo alla censura/libertà di espressione, sia sulla difficile relazione tra Stati e Giganti del Web, sollevando preoccupazioni relative alla sorveglianza globale.

Bisogna difendere la libertà di espressione educando le persone all’uso di questo potente mezzo di comunicazione.

A differenza dell’Era dei Mass Media, oggi abbiamo tutti a disposizione la possibilità di comunicare e nell’era del Web abbiamo tutti in mano il coltello dalla parte del manico: con le nostre parole dimostriamo la nostra civiltà e l’uso che vogliamo farne- tagliare pane, o uccidere persone.

E di tutto questo, purtroppo, siamo esempio agli occhi dei più giovani, che ci imitano.

Nel prossimo articolo di figlidigitali.it parleremo proprio della tutela dei ragazzi dai fenomeni che li riguardano, in particolare dal cyberbullismo.

A lunedì!

 

 

 

 

 

 

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