Cyberbullismo: come affrontare il problema in famiglia

cyberbullismo

Quello del cyberbullismo è oggi un fantasma nella mente di molti genitori, pensando al proprio figlio sia come vittima, sia come attore, sia come spettatore. Quando accade, si viene coinvolti in modo emotivamente forte e diventa difficile sostenere il bambino lucidamente, quando emerge quel desiderio di rivalsa ovvio in chi subisce un’ingiustizia,  l’urgenza nel voler  proteggere il proprio figlio, o l’incredulità di fronte a certe sue azioni.

Vediamo allora insieme cosa può fare un genitore per prevenire situazioni drammatiche e dolorose. Informarsi sul da farsi prima di essere coinvolti in prima persona permette di essere, se non emotivamente, almeno razionalmente preparati.  Perché la verità è che, purtroppo, la maggior parte dei bambini incontrerà un comportamento meschino a un certo punto, nella vita digitale e non. Per alcuni bambini questa esperienza viene facilmente dimenticata, mentre per altri può avere effetti profondi e duraturi.

Quello che rende difficile comprendere se il proprio figlio è in una situazione difficile online è il fatto che molti non dicono ai loro genitori che stanno subendo cyberbullismo: potrebbero sentirsi imbarazzati o vergognarsi di far sapere che sono stati presi di mira; potrebbero anche temere che il coinvolgimento dei genitori peggiorerebbe le cose.

Quindi,  se si scopre che il proprio figlio è coinvolto (come vittima, spettatore, o attore) di cyber-bullismo, probabilmente significa che il problema è abbastanza importante da essere coinvolti.

Per i genitori, la chiave è rimanere sempre informati nella vita dei bambini – sia online che offline – in modo che possano intervenire e offrire aiuto se necessario. Con la guida di genitori ed educatori, i bambini possono imparare a schivare drammi e difendere gli altri.

E’ fondamentale oggi per un genitore saper entrare nel merito di questi temi con i propri figli e offrire consigli, regole e strumenti per una corretta navigazione. Certamente la prima regola da stabilire con i propri figli quando sono online è che se accade qualunque cosa che li disturba ( cioè incontrano contenuti che non capiscono, li spaventano, non adatti a loro, o atti che feriscono) bisogna subito parlarne con mamma e papà.

 Come prevenire il cyberbullismo?

  • Definisci con i tuoi figli il significato delle parole.

Innanzitutto, sin dall’inizio della loro vita digitale, assicurati che i bambini comprendano cos’è il cyberbullismo: parole o comportamenti meschini e dolorosi ripetuti o indesiderati che si verificano online (attraverso testi, post sui social media, chat online, ecc.). E, naturalmente, stabilite con loro le corrette regole di comportamento online con gli amici e compagni di classe.

  • Controlla la vita online.

Proprio come se chiedessi a tuo figlio del sonno, dell’esercizio fisico e del mangiare, tieniti aggiornato sulla sua vita online. Con chi sta chattando? Come si comporta con le persone nei giochi e sui siti che stanno utilizzando? Quali siti frequenta? C’è qualche video che potete guardare insieme? Partecipare alla vita online dei propri figli è un modo indiretto per avere il controllo della situazione.

  • Fai un gioco di ruolo.

Ormai di cyberbullismo in generale se ne parla in continuazione, tanto che i bambini e i ragazzi ormai alzano gli occhi al cielo- tra genitori e bambini esiste un margine di segretezza in queste cose e sono i protagonisti a stabilirne le regole. Perché non introdurre la discussione in famiglia con un: “Si, ma noi? Noi come facciamo se ci succede? Proviamo a pensare insieme a come uscire da una brutta situazione”. Preoccupatevi di far sentire loro che il vostro appoggio è assicurato e aiutateli a prevedere possibili contromosse e reazioni.

  • Incoraggia l’onestà.

Fai sapere ai bambini che sostenere un amico o un conoscente vittima di bullismo può fare una grande differenza, infatti sembra che la migliore difesa contro gli attacchi di un bullo è avere amici che si stringono intorno alla vittima. E per evitare situazioni di isolamento a causa del silenzio di chi osserva, è bene spiegare loro perché e come opporsi e a manifestare, anche con un messaggio privato, solidarietà alla vittima: può essere sufficiente per aiutare qualcuno in un momento difficile.

  • Stabilisci delle pause digitali.

Se noti che tuo figlio viene coinvolto in qualche situazione digitale drammatica o difficile, aiutalo a fare una pausa. È fantastico se riesce a determinare da solo quando deve fare un passo indietro, ma potrebbe aver bisogno di impostare dei limiti. Spegnere i dispositivi in un momento specifico, oltre alle pause per i pasti e i momenti faccia a faccia, può aiutare i bambini a ricaricarsi.

 

Mio figlio subisce atti di cyberbullismo: cosa faccio?

Nessuno conosce un ragazzo meglio del proprio genitore, e in linea di massima subire attacchi online-privati o pubblici-non lascia indifferente nessuno: repentini cambiamenti di umore negativi dopo una sessione di smartphone, non voglia di prendere in mano il telefono o, al contrario, eccessivo attaccamento possono essere già segnali  per farci chiedere “tutto ok?”.

  1. Qualunque sia (se esiste) una causa scatenante gli attacchi, manifestare assolutamente solidarietà e sostegno al proprio figlio;
  2. Aiutatelo ad allontanarsi emotivamente. Trovare il modo di ignorare un bullo può essere molto efficace.
  3. Non gettate benzina sul fuoco. Evitare di controbattere o rivalersi- è esattamente quello che aspetta il cyberbullo.
  4. Se il bullismo continua, prendete screenshot o stampate prove.
  5. Quindi bloccate la persona e segnalatela all’amministratore del sito.
  6. Assicuratevi che vostro figlio abbia le informazioni di contatto.
  7. Se peggiora, segnalate il comportamento ai genitori del bullo.
  8. Se il bullismo accade tra compagni di classe, il consiglio è quello di coinvolgere un insegnante di fiducia per capire cosa avviene quando i bambini sono offline. Collaborare con la scuola è fondamentale per risolvere questi problemi tra ragazzi.
  9. Non affrettatevi ad agire in prima persona: i bulli lavorano cercando di isolare le loro vittime. Quindi incoraggiate vostro figlio a contattare gli amici per il supporto.
  10. Se l’attacco è anonimo, o sia così insistente e tale da far temere in qualunque modo per l’incolumità, rivolgersi alle Autorità.

 

E invece, mio figlio è l’autore del bullismo. Cosa faccio?

Essere contattati dalla scuola, da un genitore o dalle Autorità a causa del comportamento online del proprio figlio mette il genitore in una situazione di grave imbarazzo, vergogna e senso di colpa (e, in effetti, la maggior parte delle analisi su questi comportamenti chiamano in causa l’educazione dei figli). Come detto all’inizio, se i genitori sono coinvolti in faccende tra ragazzi, significa che la situazione ha superato il limite del gioco e dello scherzo. E’ così che la situazione rischia di sfuggire di mano: a questo punto è il genitore a vivere emozioni difficili.

Così come non si può generalizzare la persona “tipo” che viene targetizzata dagli attacchi di bullismo, così è altrettanto giusto non stabilire a priori le cause “tipo” di questo comportamento in chi lo agisce: ad esempio, nella metà dei casi chi agisce bullismo sta reagendo al bullismo subìto. Questo per segnalare preventivamente che la questione potrebbe essere complessa.

I miei consigli:

  • Respirare

In primo luogo, respirare e mantenere la calma- sia con chi ci sta parlando, sia con il proprio figlio. Sembra banale, ma la verità è che in molti cercano di negare l’evidenza, altri attaccano a loro volta chi li chiama in causa: la notizia fa arrabbiare, prima di tutto. E’ normale che ci si senta aggrediti quando si ricevono certe comunicazioni. Mantenere la calma, semplicemente perché ora non si è lucidi. E si rischia di essere giudicati: è vero, non si è in una posizione facile.

  • Ascoltare

Ascoltare quello che viene detto da insegnanti e genitori. Viene naturale difendersi o difendere il proprio figlio: astenersi per ora è la cosa migliore. Fare domande, cercare di capire la situazione e rimandare ad un secondo momento la discussione, dopo che si avrà avuto modo di ascoltare le ragioni del proprio figlio: anche qui, mantenere la calma e l’obiettività non è semplice. Ma lo scopo del genitore deve essere quello di capire le ragioni per cui il proprio figlio ritiene di dover agire così, quindi bisogna andare oltre la superficie, e accompagnare il ragazzo a riflettere su queste. Cominciare ascoltando i fatti, la sua versione, facendo domande solo per capire meglio. Analizzare con lui chat e messaggi: in questi casi il telefono si consulta. Approfondire con domande sui perché  in un secondo momento. Non agite di fretta per togliervi dal complicato pasticcio.

  • Riflettere

A questo punto si hanno il mano tutte le informazioni (di genitori, insegnanti, del proprio figlio) per comprendere la situazione e stabilire con maggiore lucidità la vostra posizione e definire una vostra idea sul da farsi, sia con il proprio figlio che con il mondo intorno a voi. Se si ha il sospetto che questo comportamento abbia a che fare con comportamenti familiari, bisogna riflettere e agire su questi esempi che vengono offerti.

  • Dialogare

A questo punto si è nella condizione di fare domande di approfondimento al proprio figlio: “Come mai?” “Perché…?” e “perché non…?” e riportare la questione sulle cause del comportamento e provare a farlo riflettere per  modificarlo. E’ importante rimanere concentrati sull’educazione e sul comportamento sociale online e offline del proprio figlio. A questo punto si è, anche emotivamente, più lucidi per dialogare con insegnanti e genitori. In particolare quando le dinamiche sono più complesse (ad esempio, atti di bullismo subiti).

  • Stabilire delle conseguenze

Ora si è nella condizione per stabilire quali saranno le conseguenze di queste azioni di cyberbullismo: benché venga naturale pensare a punizioni e importanti diete tecnologiche, bisogna considerare conseguenze che ridefiniscano i comportamenti del ragazzo, cioè con soluzioni di comportamento diverse. Scusarsi con la vittima è fondamentale.

  • Comunicare

Comunicare con altri genitori è di fondamentale importanza per cercare di ricreare un clima di fiducia intorno al proprio figlio: i genitori dei bambini colpiti da un atteggiamento da bullo, magari persistente, devono potersi fidare per trasmettere a loro volta fiducia a loro figlio. Affrontare seriamente la questione e trasmettere serietà conta nelle relazioni sociali: è questo che dobbiamo insegnare, in fondo- l’onestà. E’ importante collaborare con gli insegnanti, se il cyberbullismo avviene a scuola. Se venite a conoscenza di altre persone coinvolte sia come attori che come vittime di cyberbullismo, contattatene i genitori. E’ vostro compito rimuovere la possibilità che il cyberbullismo continui.

  • Controllare

Passata la tempesta, bisogna tenere sotto controllo la vita digitale e sociale del ragazzo per poter verificare che, effettivamente, ci siano cambiamenti sostanziali nel suo atteggiamento verso gli altri.

  • Chiedere aiuto

Se le ragioni delle azioni del proprio figlio coinvolgono il genitore per qualunque ragione (comportamenti aggressivi e/o violenti in famiglia, messa in discussione del proprio esempio), considerare l’eventualità di chiedere aiuto ad un professionista, quale uno psicologo o un pedagogista.

 

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